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La Carta
dei Moderati
Il Manifesto del
Centro Popolare Europeo
Noi Donne e Uomini
i cui principi e valori si ispirano alle tre grandi
tradizioni Cattolica, Liberale e Riformista,
cittadini di un’Europa che sta attraversando una crisi
fondamentale in cui un costante peggioramento dell’economia,
dell’ecologia, della politica mondiale si riflettono sulla
qualità della vita di ogni individuo,
convinti che
per il nostro Paese sia necessario dotarsi di una nuova
grande visione strategica che si opponga con forza al
ristagno dei numerosi problemi irrisolti e sappia affrontare
le sfide dei tempi moderni,
e che sia altresì necessario formare una classe dirigente
competente, aperta al dialogo e al confronto, capace di dare
prospettive e fiducia ai cittadini e votata alla ricerca del
bene comune,
certi che
proprio il confronto tra le nostre diverse tradizioni
politiche e culturali possa dare luce ad una visione
condivisa dei diritti umani, della libertà, della giustizia,
della pace, della conservazione della Terra, ad un nuovo
modello di sviluppo economico, e ad un progetto politico che
contrastando il dilagante relativismo morale dei nostri
tempi rimetta AL CENTRO LA PERSONA, con i suoi diritti, le
sue potenzialità, ma anche con le sue responsabilità,
affermiamo la nostra fede e i
nostri ragionati convincimenti, con la seguente
dichiarazione:
1. In Europa è in atto
una fase di cambiamento in cui si assiste alla
radicalizzazione dei grandi schieramenti europei Popolare e
Socialista. Nel bipolarismo europeo la scelta è chiara ed
inconfutabile: o si è “moderati” (PPE) o si è “di sinistra”
(PSE).
2. L’Italia, invece, è
ancora prigioniera di un sistema bipolare imperfetto e
frutto di un’acquisizione di tale sistema da parte dei
cittadini non ancora compiuta a pieno. Occorre perciò
consolidare il bipolarismo italiano: in termini qualitativi,
evitando gli scontri personali e la feroce demonizzazione
dell’avversario; in termini di contenuto, completando
seriamente il processo di identificazione dei valori di
riferimento.
3. Il Centro Popolare
Europeo nasce dunque come movimento di persone che,
riconoscendosi nei valori e nei programmi del Partito
Popolare Europeo, si impegnano ad andare oltre la politica
italiana alla ricerca del bene comune;
4. Noi intendiamo per
“bene comune” l’insieme di quelle condizioni sociali che
consentono e favoriscono negli esseri umani lo sviluppo
intergrale della loro Persona;
5. Riteniamo dunque che
per raggiungere il bene comune LA PERSONA, per tutto l’arco
della propria esistenza, debba essere messa AL CENTRO
dell’attività politica della nostra comunità;
6. La Persona è,
infatti, espressione di unicità e originalità, è portatrice
di diritti ed espressione di valori nel rispetto delle
reciproche diversità;
7. La Persona, con i
suoi diritti, le sue potenzialità e le sue responsabilità, è
soggetto responsabilmente attivo, utile cioè a sé e agli
altri;
8. Vogliamo sostenere
un’economia di mercato in grado di far fronte alle pressioni
concorrenziali rendendo razionali e coordinate le politiche
di sviluppo economico con quelle per lo sviluppo
occupazionale, per individuare, perseguire ed attuare le
linee strategiche tese alla modernizzazione delle sicurezze
sociali;
9. La ricerca delle
nuove sicurezze, difatti, è resa obbligatoria dalla crisi
irreversibile dei vecchi sistemi di protezione sociale sotto
il profilo della loro efficacia rispetto ai nuovi fattori di
rischio e dalla loro onerosità;
10. Le politiche
sociali, ovvero la combinazione di politiche per
l’educazione, la salute e il lavoro, diventano parte
essenziale delle politiche per lo sviluppo perché, nella
prospettiva della società attiva, concorrono non solo ad una
equa distribuzione della ricchezza ma risultano esse stesse
funzionali alla produzione di ulteriore ricchezza da
distribuire e di benessere;
11. Noi riteniamo infine
che il rispetto per la Terra sia un valore fondamentale, che
ogni forma di vita abbia in sé un valore intrinseco, e che
tutti gli esseri viventi siano indipendenti. Riteniamo che
il diritto di controllare, gestire ed utilizzare le risorse
naturali comporti necessariamente il dovere di impedire
danneggiamenti ambientali e che la libertà di azione di
ciascuna generazione sia limitata dalla previsione delle
esigenze delle generazioni future.
La Persona e la società hanno certamente bisogno di riforme
sociali ed ecologiche, ma non di meno di un rinnovamento
spirituale. La nostra Terra non può essere migliorata senza
che venga cambiata la coscienza del singolo.
Le norme etiche devono costituire aiuti e sostegni per
trovare e realizzare in maniera sempre nuova l’orientamento
e i valori, gli atteggiamenti e il senso della vita.
Noi invitiamo tutti coloro che si riconoscono nei valori
espressi in questo Manifesto, ed in particolare le NUOVE
GENERAZIONI, a superare ogni sterile scontro ideologico
trovando nel dialogo e nella mediazione politica lo
strumento per cambiare in meglio il nostro futuro.
Prima stesura.
(Nicola Bellotti, Rossana Mazzoni, Giuseppe Stampanoni)
Piacenza, 22 gennaio 2005
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